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TIVOLI (Roma). VILLÆ 2026.

Un’estate di arte, teatro, musica e cultura nei siti UNESCO. Dall’arte contemporanea ai classici del teatro, dalla musica alle osservazioni astronomiche, fino all’omaggio per i duecento anni di Carlo Collodi. Nell’estate 2026, Villa Adriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore palcoscenico aperto alla comunità.

Un patrimonio che al calare del sole cambia volto. Le architetture si lasciano riscrivere dalla luce, i giardini diventano scenografie naturali, i monumenti si trasformano in luoghi di incontro, spettacolo e conoscenza. È da questa visione che nasce VILLÆSTATE 2026, il progetto con cui l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este mette a sistema i tre straordinari complessi di Villa Adriana, Villa d’Este e del Santuario di Ercole Vincitore, a Tivoli, restituendoli alla comunità come un unico ecosistema culturale, dove il patrimonio UNESCO delle Ville ed il Santuario potranno essere vissuti anche dopo il tramonto.
Dall’acqua che diventa materia artistica nelle installazioni contemporanee ai grandi classici del teatro, fino all’omaggio per i duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, dalla musica alle osservazioni astronomiche sotto il cielo estivo di Tivoli, fino al 26 settembre prende forma un programma che attraversa linguaggi, epoche e pubblici diversi. Le aperture serali e le iniziative culturali che si svolgeranno all’imbrunire non rappresentano semplicemente un’estensione dell’orario di visita, ma diventano il cuore di una progettualità che invita cittadini e visitatori a vivere Villa Adriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore in una dimensione nuova, dove la storia incontra la contemporaneità e il patrimonio diventa esperienza condivisa.
Dopo il sold-out registrato a Villa Adriana lo scorso 21 giugno con lo spettacolo “Emozioni” che ha proposto i brani del duo Battisti-Mogol, con Mogol ospite d’onore, insieme a Gianmarco Carroccia, questo racconto prosegue con l’arte contemporanea.
Dal 16 luglio Villa d’Este accoglierà Cosmogonie dell’acqua, la mostra dell’artista Claudia Müller composta da tre installazioni site-specific che dialogano con il patrimonio monumentale e con l’elemento che più identifica la Villa: l’acqua. Un percorso espositivo pensato per instaurare un confronto diretto tra ricerca artistica contemporanea ed uno dei luoghi simbolo del Rinascimento italiano, restituendo ai visitatori una nuova percezione dello spazio storico. Inaugurazione il 16 luglio alle 17,30. Ingresso libero. L’esposizione sarà visitabile per tre mesi, fino al 18 ottobre 2026, acquistando il biglietto d’ingresso ordinario alla Villa.
Sarà poi il teatro a entrare in simbiosi con la memoria dei luoghi. Il 23 e 24 luglio alle ore 20.00 Villa Adriana ospiterà Memorie di Adriano, con Alessandro Preziosi, tratto dal celebre romanzo di Marguerite Yourcenar, affiancato da Elisa Di Eusanio, dalle opere di Alfredo Pirri e dalle musiche di Giacomo Vezzani.
Dal 31 luglio all’8 agosto alle ore 19.00, invece, il Santuario di Ercole Vincitore diventerà il palcoscenico della rassegna Heroides – Donne che svelano la fragilità degli eroi, cinque appuntamenti dedicati alle grandi protagoniste del mito che intrecciano la forza del teatro classico con uno sguardo contemporaneo.
A chiudere la stagione teatrale sarà, il 26 settembre alle ore 19.00, il Certamen Ercole Vincitore, concorso riservato ad attori e compagnie under 35 che animerà gli spettacolari grottoni monumentali del Santuario, recentemente restaurati e restituiti al pubblico.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca Eterno Pinocchio – Duecento anni di Collodi, il progetto con cui le VILLÆ celebrano il bicentenario della nascita dello scrittore che ha dato vita al burattino più famoso del mondo. Il 9 agosto alle ore 18.45 Villa d’Este ospiterà un incontro con Giordano Bruno Guerri, Daniela Marcheschi, Fulvia Toscano e Luigi Turinese, seguito dalla proiezione del classico film d’animazione Disney, mentre l’11 agosto alle ore 18.45 il pubblico ritroverà Andrea Balestri, indimenticabile interprete televisivo di Pinocchio, insieme a Massimo Benenato, figlio di Franco Franchi, all’esecuzione dal vivo della colonna sonora di Fiorenzo Carpi e ad uno spettacolare audiovisual mapping curato da FLYer. Due serate che intrecciano letteratura, televisione, musica e arti digitali nel segno di uno dei personaggi più iconici dell’immaginario italiano.

Ad accompagnare l’intera estate sarà anche la musica, protagonista di alcuni degli appuntamenti più suggestivi del cartellone. Il 14 settembre alle ore 20.00 Villa d’Este ospiterà Canto delle Creature, progetto originale dedicato a San Francesco con Ambrogio Sparagna, l’Orchestra Popolare Italiana e la partecipazione straordinaria del poeta Davide Rondoni.
A chiudere idealmente questo percorso sarà uno spettacolo tra musica e teatro: Lumen Lunae, il 18 settembre alle ore 20.00 a Villa Adriana, intenso melologo dedicato alla figura dell’imperatore Adriano con testi di Filippo Arriva e musiche originali del Maestro Mario Modestini eseguite dal vivo da un quartetto d’archi.

A fare da filo conduttore dell’intero programma saranno le aperture serali, occasione privilegiata per riscoprire i due siti UNESCO e il Santuario attraverso una diversa percezione dello spazio e del tempo. Passeggiare tra le architetture illuminate di Villa Adriana, lasciarsi avvolgere dalla magia delle fontane di Villa d’Este o attraversare il Santuario di Ercole Vincitore nelle ore del crepuscolo significa vivere il patrimonio in una dimensione immersiva, culminando il 29 agosto alle ore 20.00 con Ad osservar le stelle, l’osservazione astronomica del cielo estivo dalla Torre di Roccabruna, tra gli appuntamenti più suggestivi dell’intera stagione. Le aperture serali interesseranno Villa Adriana il 6 luglio, 15 e 29 agosto e 18 settembre, Villa d’Este il 10, 12 e 13 agosto e 14 settembre, mentre il Santuario di Ercole Vincitore sarà visitabile il 5 luglio, il 1° e l’8 agosto.
«Le aperture serali delle VILLÆ – sottolinea il Direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonà – restituiscono questi siti unici al mondo alla dimensione di un tempo dilatato, dove le luci notturne ridefiniscono le architetture e gli spazi. Vivere le VILLÆ di Tivoli di sera trasforma la percezione dei nostri monumenti in un’esperienza sensoriale unica. Attraverso questo ricco palinsesto estivo, inoltre, abbiamo inteso offrire al pubblico occasioni di incontro tra linguaggi diversi – dalla drammaturgia alla ricerca astronomica, dalla musica alla riflessione letteraria. Il nostro obiettivo – conclude il Direttore Samonà – è fare di Villa Adriana, Villa d’Este e del Santuario di Ercole Vincitore dei presidi culturali dinamici, dove la stratificazione dei secoli incontra il presente e diviene essa stessa contemporaneità, invitando la comunità a riappropriarsi di spazi che non sono semplici scenari, ma luoghi di pensiero e di partecipazione attiva».

Per acquistare i biglietti per le aperture serali, cliccare su: https://villae.midaticket.com/categorie/singoli/ e scegliere la data tra quelle indicate sopra.
Per i biglietti gratuiti della rassegna teatrale Heroides: https://villae.midaticket.com/categorie/villaestate-teatro-2026/
Per “Memorie di Adriano”: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/le-memorie-di-adriano-tivoli

I biglietti per “Eterno Pinocchio” (9, 11 agosto) e per l’osservazione astronomica del 29 agosto saranno in distribuzione entro metà luglio.
I biglietti degli spettacoli di settembre saranno in distribuzione dal 1° agosto.

Info:
Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it
Marta Volterra marta.volterra@hf4.it
Annarita Canalella annarita.canalella@hf4.it +39 335 749 5538
Alessia Malorgio alessia.malorgio@hf4.it +39 335 696 1998

TIVOLI (Roma). Trovata una villa repubblicana nascosta sotto Villa Adriana.

Una nuova campagna di scavi archeologici condotta nella zona del Palazzo di Villa Adriana, ha portato alla luce una struttura e materiali di notevole interesse storico. Gli archeologi dell’Università Pablo de Olavide di Siviglia (UPO) hanno infatti identificato una struttura sotterranea databile all’età repubblicana, probabilmente il più antico edificio documentato finora all’interno dell’immensa residenza fatta costruire dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C.
L’intervento, realizzato tra aprile e maggio 2026 in collaborazione con l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, rientra nel progetto di ricerca che il Seminario di Archeologia dell’ateneo spagnolo conduce senza interruzioni dal 2003 nel sito, inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
La scoperta è emersa nel settore del Palazzo, uno dei nuclei più prestigiosi dell’intero complesso. Qui il gruppo di ricerca diretto dal professor Rafael Hidalgo ha concentrato le indagini su uno dei grandi peristili, i cortili porticati che costituivano il cuore della vita residenziale romana. Proprio sotto questa area si conservano le tracce di una costruzione precedente, un insediamento che precedette la realizzazione della grandiosa residenza imperiale.

Durante gli scavi è stato riportato alla luce un ipogeo, una camera sotterranea scavata nel terreno e successivamente inglobata nelle trasformazioni architettoniche del sito. Secondo le prime interpretazioni, l’ambiente potrebbe avere svolto la funzione di silo o di magazzino per la conservazione di derrate e materiali. La struttura risultava già abbandonata in epoca repubblicana e venne progressivamente riempita con detriti edilizi e materiali ceramici.
Proprio questo riempimento si è rivelato di straordinario interesse scientifico. Gli archeologi hanno recuperato infatti una serie di reperti che consentono di datare il contesto e di ricostruire le fasi più antiche dell’occupazione dell’area. Tra i materiali rinvenuti figurano ceramiche, frammenti di uso quotidiano e una rara collezione di statuette architettoniche in terracotta decorate con figure animali, elementi che arricchiscono il quadro delle produzioni artistiche e decorative dell’Italia repubblicana.

Secondo gli studiosi, il contesto assume un’importanza eccezionale perché rappresenta, almeno allo stato attuale delle ricerche, l’unica testimonianza archeologica repubblicana individuata in modo così chiaro all’interno di Villa Adriana. La struttura potrebbe inoltre costituire il più antico edificio finora identificato nel complesso. Se le future analisi confermeranno questa interpretazione, sarà possibile ricostruire con maggiore precisione la storia del luogo prima dell’intervento dell’imperatore Adriano.

La presenza di una villa precedente non sorprende gli archeologi. L’area tiburtina era infatti particolarmente apprezzata dall’aristocrazia romana già in età repubblicana per il clima favorevole, l’abbondanza d’acqua e la vicinanza alla capitale. Quando Adriano decise di realizzare la propria residenza, non partì da un terreno vergine, ma intervenne su un paesaggio già antropizzato ed occupato da edifici preesistenti che furono in parte demoliti, in parte inglobati e riutilizzati.

Villa Adriana rappresenta uno dei massimi capolavori dell’architettura romana. Costruita principalmente tra il 118 e il 138 d.C., durante il regno di Adriano, si estendeva su una superficie di oltre 120 ettari, configurandosi come una vera e propria città imperiale immersa nel verde. L’imperatore, grande viaggiatore e raffinato conoscitore delle culture del Mediterraneo, vi trasferì suggestioni architettoniche raccolte in Egitto, Grecia e Asia Minore.
Il complesso comprendeva edifici residenziali, quartieri di rappresentanza, biblioteche, teatri, terme, padiglioni per il riposo, giardini monumentali, ninfei e vasti sistemi idraulici. Tra le strutture più celebri figurano il Canopo, lungo bacino d’acqua ispirato probabilmente ai paesaggi nilotici; il Teatro Marittimo, raffinato rifugio privato dell’imperatore; la Piazza d’Oro, sontuoso complesso destinato a funzioni di rappresentanza; le Grandi e Piccole Terme e il vastissimo sistema di percorsi sotterranei destinati alla servitù e ai trasporti interni.

La nuova campagna non si è limitata allo studio delle fasi più antiche del sito. Gli archeologi hanno infatti ottenuto importanti risultati anche nell’analisi dei giardini del Palazzo, contribuendo a ricostruire in modo sempre più dettagliato il paesaggio vegetale della residenza imperiale.
Le indagini hanno confermato l’esistenza di un’ampia aiuola perimetrale che delimitava il peristilio. Questa era caratterizzata da un articolato sistema di parterre continui, composti da lunghe file di vasi collocati l’uno accanto all’altro lungo il perimetro del cortile. I contenitori erano disposti con grande densità e costituivano un elemento essenziale della decorazione vegetale.
Il sistema permetteva una gestione estremamente sofisticata delle fioriture. Terminato il ciclo stagionale di una specie, i vasi potevano essere sostituiti rapidamente con altri contenenti piante nel pieno della loro fase ornamentale. Si trattava dunque di un giardino dinamico, progettato per offrire effetti cromatici e profumi differenti durante l’intero anno.
Accanto ai vasi sono state individuate anche aiuole destinate ad alberi ed arbusti, disposte secondo uno schema rigoroso che riflette una pianificazione accurata degli spazi. La vegetazione non rappresentava un semplice elemento decorativo, ma costituiva parte integrante del progetto architettonico, dialogando con colonnati, portici, fontane e superfici marmoree.

Le nuove evidenze ampliano e precisano i risultati ottenuti nelle campagne precedenti. Nello stesso settore, infatti, il team dell’UPO aveva già documentato un eccezionale insieme di vasi ceramici integri, conservati nella posizione originaria. Quel ritrovamento aveva consentito di comprendere meglio le tecniche di allestimento dei giardini imperiali e le modalità con cui gli spazi verdi venivano costantemente rinnovati e mantenuti.

La ricerca coinvolge un ampio gruppo internazionale di specialisti. Oltre ai docenti, ricercatori e studenti dell’Università Pablo de Olavide, partecipano infatti studiosi dell’Institute of Classical Studies dell’Università di Londra, dell’Università Nazionale di Educazione a Distanza (UNED), dell’Università di Cordova, dell’Università di Murcia e dell’Università Roma Tre.

La scoperta dell’ipogeo repubblicano aggiunge così un nuovo tassello alla lunga storia di uno dei più importanti complessi archeologici del mondo romano. Se Villa Adriana continua a raccontare la magnificenza dell’età imperiale, le strutture ora emerse dal sottosuolo permettono di intravedere un passato ancora più remoto, quello delle residenze aristocratiche che occupavano la campagna tiburtina prima che Adriano trasformasse quel paesaggio in uno dei più straordinari laboratori architettonici dell’antichità.

Fonte: www.stilearte.it 11 giugno 2026