IL GIARDINO STADIO.
Per anni si è creduto che l’area tra il Palazzo d’Inverno e l’Edificio con Tre Esedre fosse uno “Stadio” per via della sua forma.
In realtà, recenti studi confermano: l’aspetto attuale è il risultato delle pesanti spoliazioni e dell’azzeramento degli edifici originali. Quello che vediamo oggi è il “Giardino Stadio”, un’area verde di lusso.
Il Giardino Stadio era un vero e proprio hub di collegamento. Era direttamente connesso con: il Pecile, le Terme con Heliocaminus. i tunnel semisotterranei verso il Teatro Marittimo e la Sala dei Filosofi.
L’accesso principale avveniva tramite l’Edificio con Tre Esedre, un ingresso scenografico che portava, attraverso portici laterali, fino all’Edificio con Peschiera.
L’ala settentrionale è la vera area VIP: un ampio giardino rettangolare porticato che ospitava tre ambienti.
Questi spazi erano rivestiti di marmi pregiati, al centro del giardino, una lunga e bassa vasca rettangolare era affiancata da aiuole. Non mancava l’area relax: un pergolato con una fontana quadrata centrale e ben sei fontane esagonali tutt’intorno.
Il punto focale era un magnifico padiglione rettangolare che si apriva su un ninfeo. S’immagini una grande esedra semicircolare a gradoni con cascatelle che confluivano in una vasca.
È qui che, con ogni probabilità, era posizionato in modo scenografico il celebre gruppo scultoreo dei Niobidi in marmo bianco e nero, la cui alternanza cromatica richiamava l’architettura circostante.

